Gamification.Chi crede che la vita sia un gioco senza prenderla sul serio e chi pensa che il gioco sia tutta la sua vita.

Le vie vitali ludiche sono plurime, sta a noi il compito di ben scegliere. A noi l’ardua sentenza in merito al tipo di giochi da esperire, alla quantità di tempo da dedicare ad essi e lo stabilire le priorità: prima il gioco o prima altro? Non si tratta di un discorso sempliciotto sul gioco.

Il gioco non è meramente un’attività infantile, riservata a coloro che non sanno parlare o che da poco hanno imparato ad esprimere qualche parola. E non è nemmeno esclusivamente dedicato a coloro che di tempo ne hanno poiché pur andando a scuola non lavorano. E preferirei non sentire affermazioni di questo tipo: “Finiscila di giocare sempre, finché giocherai non crescerai”.

La pedagogia, scienza universalmente riconosciuta, insegna e sostiene che il gioco è una forma partecipativa ed educativa estremamente importante, tanto nel bambino quanto nell’essere umano che cresce e lo condivide con altri. Già in questa condivisione troviamo la scintilla per nuove relazioni sociali, cosa della quale l’uomo non può fare a meno. L’uomo è (esiste) se è in relazione.

Ma il gioco in sé non basta, occorre comprendere bene le modalità attraverso le quali fruirlo, affinché offrano spunti positivi per la vita e per la crescita della persona in toto. I maggiori studiosi mondiali sostengono che le nostre vite entreranno sempre più in sintonia e in relazione con le attività ludiche, tanto da acquistare punti attraverso le proprie attività quotidiane.

Come, dite voi?

Un esempio tra i tanti viene dall’Inghilterra. In questo paese già esistono dispositivi elettronici da portare sempre con sé, tenendoli all’interno delle proprie tasche, in grado di registrare le attività fisiche svolte durante la giornata dal possessore di essi.

Vi chiedete quale sia lo scopo?
Semplice. Stabilirne l’attività fisica quotidiana, settimanale e mensile, ed utilizzare questi dati per ottenere agevolazioni sui piani assicurativi sanitari. Ovviamente, chi risulterà essere più attivo fisicamente otterrà sconti su sconti!

Ma vi dirò di più, e questa vi divertirà.

Esistono orinatoi-gioco, denominati ToyLet. Significa che chi sarà in grado di emettere il getto più forte acquisterà punti e risulterà vincitore sui passanti giocatori precedenti!

Ma c’è anche chi realizza giochi davvero utili.

Giochi che hanno a che fare con l’ecologia, con la ricerca scientifica. E allora qui ci caliamo in ambiti dove veramente possiamo percepire quanto il gioco, attività in grado di offrire stimolanti attività al nostro sistema nervoso, possa contribuire positivamente anche per il bene comune.

Vi sono videogiochi nei quali mettere in cantiere nuove proteine, altri il cui scopo è la mappatura più completa possibile dei defibrillatori sparsi in giro per il mondo.

Giochi in grado di salvare la vita, direi!

Il gioco trasmette stimoli positivi poiché ci pone obiettivi, scopi, per realizzare i quali attiviamo la nostra mente e anche il nostro fisico, così da mettere in atto tattiche e strategie che ci portino a conseguirli. E questo non assomiglia alla vita?!

Ora tutto sta a noi.

Scegliere bene i giochi, e noi di Fantagiochi cerchiamo sempre di darvi, e darci, una mano da questo punto di vista.

Credo che il consiglio generale, di massima, si possa riassumere così: non l’uomo è fatto per il gioco, bensì il gioco è fatto per l’uomo.

Prima viene la vita, prima veniamo noi.
Se poi il gioco offre stimoli positivi (e dico positivi, non solo di mero istantaneo divertimento!), allora ben venga anche il gioco. Ma che sia sempre scelto eticamente!

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