Call of Duty: Black Ops

Call of Duty: Black Ops.Superato da pochissimo il giro di boa del mese di ottobre, volgiamo già lo sguardo a quello di novembre, mese che oltre a presentarci l’uscita del nuovo Assassin’s Creed: Brotherhood, ci porta nel mondo, tanto reale quanto virtuale, di Call of Duty.

Drizzate le orecchie amici guerraioli, amanti degli spari e della grafica strabiliante degli ultimi giochi di grido per le nuovissime consolles contemporanee. Ladies and gentlemans, madames et monsieurs, signore e signori, ecco a voi… Call of Duty: Black Ops!

Dopo Call of Duty: Modern Warfare 2, in cui ci si proponeva di combattere al fianco dell’esercito russo, ecco che ci troviamo ora, con Call of Duty: Black Ops, nei panni di operatori delle forze speciali combattenti durante la guerra fredda, un periodo molto conosciuto anche per lo studio che viene proposto a riguardo proprio a scuola.

Che questi giochi possano aiutare anche a comprendere meglio le vicissitudini storiche e a realizzare un ripasso tecnologico per un’eventuale interrogazione?

Questo non lo so, ma so per certo che la curiosità che la tecnologia e questi giochi, che poi diventano multi-player grazie alle innovative consolle collegate in rete, suscitano funge da rampa di lancio per l’interesse anche storico dei fatti. Sta poi a giocatori decidere se approfondire o meno l’argomento.

Le armi e gli equipaggiamenti del gioco sono sempre più verosimili e riprodotti con grande attenzione all’età storica degli avvenimenti.

Ciò che, senza dubbio, non starà dalla parte dell’azione educativa della tecnologia è il tasso altamente elevato di violenza, che è stato ulteriormente innalzato rispetto all’ultimo episodio di Call of Duty uscito nel 2009. Sarà possibile qui accanirsi particolarmente con il nemico persino dopo la sua morte.

Ma come sempre, mi raccomando, di non esagerare. Gli amici di Fantagiochi mi conoscono e probabilmente conoscono già anche ciò che sto per dirvi o, quantomeno, se lo immaginano. Stiamo attenti a mantenere sempre ben distaccati il mondo virtuale da quello reale, e non sfoghiamo le nostre rabbie e i nostri problemi repressi, pensando di risolverli o di alleggerirli, attraverso i videogiochi. Questi sono solamente modi per fuggirli e, come ogni problema, se non li si affronta il combattimento viene perso da noi stessi.

In fondo ritroviamo la stessa logica proprio in questo tipo di giochi.

Il nemico, ovvero il problema nella realtà, va affrontato, con strategie, tattiche e attacchi e difese, e va combattuto fino alla nostra vittoria. Scappando dal nemico ci sarà sempre il pericolo che esso sopraggiunga quando meno ce lo aspettiamo per colpirci alle spalle. Se invece affrontiamo il problema e lo vinciamo, possiamo proseguire con serenità e tranquillità verso i nostri futuri obiettivi.

Nella realtà è la stessa cosa. Non pensiamo di sfogare le nostre rabbie attraverso il virtuale, poiché il virtuale è una scappatoia alla realtà. I problemi che vanno affrontati sono nella realtà, e di certo non vanno affrontati attraverso le violenze e le tecniche del virtuale.

Ciò detto e assodato, siamo pronti per vivere un’esperienza virtuale, di grandissima realtà grafica, all’interno del nostro nuovissimo, e di prossima uscita, Call of Duty: Black Ops, nel quale, tra le altre numerose opportunità che ci saranno da esso offerte, potremo guidare un aereo da ricognizione, guidando dall’alto una truppa militare, pilotare un elicottero e… il resto scopritelo da voi!

Ecco un video che può entusiasmarvi!

[youtube OtRnpC7ddv8 580]

Call of Duty: Black Ops. Dal 9 novembre 2010.

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2 COMMENTI

  1. […] sparattutto più famosi di tutti i tempi, e soprattutto di questi tempi.Già ne abbiamo parlato. Qui della penultima uscita: Black Ops (credo già abbiate capito di quale videogioco sto parlando). E qui quando vi abbiamo recensito […]

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