Comunicazione mediale e gioco online

Qualche Social?!? In un mondo dove i social networks la fanno da padrona e dove i sondaggi sono all’ordine del giorno, per la continua evoluzione della rete, non possiamo non parlare di condivisione e di comunicazione mediale.

L’era dell’elettricità, e in particolar modo la rete, ci ha riportato indietro, con un grande salto, nel tempo.
Vi fu un periodo nella storia dell’uomo, anche piuttosto lungo, in cui le persone vivevano in gruppi, talune volte di un numero abbastanza ristretto, altre volte più cospicuo, ma mai esageratamente grande. Questi gruppi erano le cosiddette tribù. All’interno di esse tutti conoscevano tutti. Anzi, meglio, ognuno conosceva ognuno (forse invece oggi tutti conoscono tutti).

Le relazioni che si instauravano erano forti, profonde, vere, in una sola parola: autentiche. Non vi erano secondi scopi, secondi fini perché tutta la tribù concorreva al medesimo obiettivo e la vita era una vita di gruppo, non una vita individuale inserita nel gruppo. La condivisione era fondamentale, tutta la vita veniva condivisa con la propria tribù. La condivisione passava attraverso le attività quotidiane effettuate per sé e per l’intera tribù.

Persino l’identità soggettiva si costruiva con lo stare nel gruppo. La tribù era il miglior mezzo di identificazione del sé. E l’identificazione del sé passava attraverso lo scontro/incontro con l’alterità, con il diverso da sé.
Allo stesso modo, oggi, la rete ci ha riportato queste relazioni immediate, che erano state oscurate e nascoste dall’avvento delle classi sociali e della stratificazione societaria, finché non giunse a noi la famosa era dell’elettricità ed, oggi, la rete.
Attraverso la rete siamo in grado di recuperare rapporti immediati, tenere i nostri contatti seppur immersi nelle migliaia di impegni che si incasellano nei buchi vuoti delle nostre giornate.

La condivisione oggi passa attraverso i social network. Essi sono i più grandi sistemi di condivisione. Partendo dalla possibilità di condividere alcuni dei propri pensieri (blog) siamo giunti a poter condividere oggidì di tutto e di più! Foto, musica, video, link. Ringraziando il Cielo non tutto è condivisibile online (così come non tutto è masterizzabile!). Ormai la nostra mente viaggia portando sempre con sé questa domanda (e non potete negarlo): “questo potrei metterlo nel mio blog?”, oppure questo tipo di frase: “domani lo scrivo su Facebook”.
L’importante è sempre fare buon uso dei mezzi di comunicazione, affinché rimangano sempre mezzi e non scopi. Devo rimanere mezzi per comunicare.

La rete inoltre è divenuta per noi una sorta di schermo protettivo perché ci permette di essere chi ci pare e come ci pare. Permette nuove identità, permette una “vita diversa” (Second Life). Permette di non essere se stessi e forse è proprio per colpa di questa che spesso invece di parlare, noi giovani del terzo millennio, scriviamo messaggini o lasciamo frasi su Msn anche per argomenti di una certa rilevanza. Che non ci rendiamo più conto del limite che divide l’umano dal digitale?
In fondo, dobbiamo però riconoscere che, se usate bene, la rete è uno splendido strumento di comunicazione. Attraverso essa sono stati realizzati servizi a persone con gravi difficoltà fisiche, motorie e cerebrali. Attraverso la rete si è in grado di contattare parenti, che vivono dall’altra parte del mondo, altrimenti pressoché irraggiungibili se non con telefonate succhia-stipendio o cartoline/lettere che sarebbero giunte a destinazione una ventina di giorni dopo.
In rete sembra davvero di stare in una tribù. Sembra di conoscere tutti quando su Yahoo! Answers poni un quesito e arrivano in tanti pronti a risolvertelo senza secondi fini e senza nemmeno conoscerti. È come se nella rete si potesse superare anche il pregiudizio a volte. E ciò è molto buono.

Non dimentichiamo poi che la condivisione passa anche attraverso il gioco.

Se una tempo ci si vedeva a casa per cimentarsi in un gioco in scatola, oggi gli undicenni e i dodicenni (queste le età più coinvolte in ciò) si incontrano, sì, ma ognuno da casa propria, per giocare e condividere avventure online, seppur l’uno contro l’altro.

Vi sono oggi, e il nostro blog lo conferma e ve ne dà prova giornaliera, milioni di giochi online, non tutti degni di recensione e di utilizzo, ma pur sempre in rete.
Il gioco online sembra il nuovo mezzo di condivisione della rete e pare che anche le femmine si stiano cimentando sempre più in questa nuova esperienza.
Esperienza, sì, perché pur trovandoci davanti ad una scatola come il computer noi facciamo esperienza. L’esperienza non è solo quella che si vive nella realtà priva di computer e di virtualizzazioni. L’esperienza diceva Gottlieb è sempre autentica. Secondo questa grande studiosa, infatti, tutto ciò che si fa è esperienza a prescindere dal come, dal dove, dal perché. Tutto è esperienza. E se ci pensiamo bene, in fondo, è vero. Può trattarsi di brutta esperienza, di bella esperienza, di esperienza mediocre, noiosa, divertente, comunque è esperienza e comunque ci segna.

E il gioco online funziona per questo, perché si trasforma in esperienza e rimane dentro di noi come un pezzettino di vita. E la rete, da questo punto di vista, ha una grande capacità di attrazione e di coinvolgimento. Forse troppa?!?
Per questo dobbiamo stare attenti e dobbiamo essere in grado di capire bene quando utilizzarla e quando farne a meno e adoperare quegli splendidi mezzi di comunicazione che abbiamo in noi: la parola, la scrittura e lo sguardo.
È vero che in rete posso mantenere moltissimi contatti, più di quelli che posso avere materialmente.
Ma credete che abbiano la stessa efficacia? Credete che contengano la stessa profondità?
Assolutamente no.
Sono relazioni frammentarie e superficiali.
Ancora un suggerimento: parola, scrittura e sguardo.

Una volta compreso questo saremo in grado di associare ai nostri mezzi di comunicazione quelli della rete. E allora sì che sarà il trionfo della comunicazione, e così anche il gioco online regalerà i suoi divertimenti!!! E tu, che ne pensi?

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